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I capelli

hair

Questo ornamento della testa, oltre ad avere un grande valore estetico, svolge un'importante funzione protettiva.
Anatomia e fisiologia dei capelli - Anche se la cosa può apparire strana, i capelli non sono altro che peli e ne hanno la stessa struttura: presentano quindi una parte libera, il fusto, e un'al­tra infìssa nella cute, la radice. Il pelo sorge da una profonda piega nell'epidermide, chiamata "follicolo del pelo". Nel tratto di passaggio tra il fusto e la radice si osserva una lieve strozzatu­ra, il colletto. L'estremità della radice si rigonfia a pera (bulbo) che nei peli giovani è vuoto (bulbo ca­vo) mentre in quelli vecchi è pieno (bulbo pieno). Nel bulbo cavo penetra una prominenza della guai­na connettiva del pelo che costituisce la "papilla del pelo".
I capelli non tagliati possono raggiungere la lun­ghezza anche di un metro, mentre il loro diametro varia tra gli 0,85 e gli 0,08 millimetri.

La crescita - I peli (e i capelli) non hanno una durata permanente, ma presentano dei cicli che, nell'uomo, sono di circa mille giorni e comprendono tre fasi: anagen, catagen, telogen. La prima, o fase di cresci­ta, dura circa novecento giorni, la seconda, fase di transizione, ha la durata di 15-30 giorni: il capello è morto, ma rimane ancora infisso hel follicolo. La fase di telogen, è una fase di riposo, e dura circa tre mesi. Considerando quindi una capigliatura normale, di circa 100.000 capelli, si avrà l'85-90 per cento dei capelli in fase di anagen, l'1-2 in quella di catagen e il 9-14 in fase di telogen.
Una caduta giornaliera di circa 100 capelli rientra pertanto nella norma. I capelli crescono con una media di 0,30-0,35 millimetri al giorno. Il periodo di maggiore crescita è quello che si verifica fra i 15-30 anni, con una maggiore intensità di giorno, è inoltre più marcata nella donna. Nella calvizie la chiusura dei follicoli piliferi supera il 40 per cento. La crescita dei capelli (e dei peli) è controllata da vari fattori: anzitutto genetici e quindi ormonali che 'traducono" in influenze chimiche quelle che sono le informazioni" racchiuse nel codice genetico. Altri fattori che sembrano influire sulla crescita dei capelli sono quelli alimentari (sembra, ma non è stato di­mostrato in maniera irrefutabile, che una carenza di vitamine del gruppo B incida sulla crescita dei capel­li) e quelli climatici (i raggi ultravioletti ridurrebbe­ro la secrezione sebacea e diminuirebbero di conse­guenza la caduta dei capelli).

Il colore - Anche il colore dei capelli è controllato da fattori genetici ed è legato alla presenza di parti­colari sostanze, le melanine.
Si hanno così le eumelanine che provocano il colore nero e castano e le feomelanine, responsabili della comparsa dei capelli chiari (biondi o rossi). I capelli bianchi sono legati al fenomeno più genera­le di invecchiamento dell'organismo e sono causati dalla riduzione e dalla completa scomparsa del pigmento responsabile del colore normale. La canizie (cioè il colore bianco dei capelli) compare dapprima sulle tempie. La barba e i peli si imbiancano più tardi. L'uso di taluni farmaci può modificare il colore dei capelli: l'effetto, tuttavia, è transitorio e scompare cessando la somministrazione del farmaco.

Quale shampoo usare - Nonostante l'infinità di marche e di tipi di shampoo esistenti in commercio, non è ancora stata scientificamente dimostrata per i capelli grassi l'esigenza di essere detersi in maniera diversa dai capelli secchi, né è stata dimostrata una reale efficacia dei vari preparati nel combattere i diversi problemi del capello. Come la pelle, il capello non deve essere deterso troppo violentemente; gli shampoo nei quali i detergenti cationici hanno la prevalenza tolgono completamente al pelo il suo mantello lipidico e causano un viraggio troppo bru­sco del pH verso l'alcalinità. Da questi due fattori il cuoio capelluto si difende aumentando la produzione di sebo (che ha pH acido). Si creerà in questo modo un effetto di "rimbalzo" che ha il solo risultato di ungere i capelli poco tempo dopo il lavaggio. Lo shampoo ottimale, quindi, ha un pH neutro o lievemente acido e possiede una giusta miscelazione di detergenti cationici (dall'elevato potere detergen­te), anionici (che hanno potere detergente scarso ma rendono i capelli brillanti e esplicano azione battericida) e anfoteri (che diminuiscono la staticità, aiu­tando ad evitare il problema del "capelli elettrici".

Le malattie dei capelli

I capelli sono colpiti da diverse malattie; vediamo quali sono le più frequenti.

Seborrea (capelli grassi) - Si verifica quando viene prodotta una quantità eccessiva di sebo. La causa è genetica, i capelli assumono un aspetto untuoso, si raggruppano, diventano difficili da pettinare. La forfora, secondo talune teorie, sarebbe una conse­guenza della seborrea. Si possono così avere la pitirìasi semplice, a squami fini, con intenso prurito e la pitiriasi steatoide, in cui le squame sono più grosse.

Dermatite seborroica - Nella sua forma più lieve dà origine a quella forma normalmente conosciuta co­me «crosta lattea» nella prima infanzia. Altre mani­festazioni più gravi che si estendono anche al viso si possono osservare nella pubertà e nell'età adulta. Terapia: per la seborrea e la forfora vengono normal­mente utilizzati shampoo allo zolfo. Og­gi, nelle donne naturalmente, è anche usata con buo­ni risultati la "pillola" per il suo contenuto in ormo­ni. Nella dermatite seborroica del cuoio capelluto agli shampoo si associa un trattamento con lozioni cortisoniche.

Calvizie maschile e femminile - Nell'uomo la cal­vizie presenta un'unica forma in cui sono distinguibili cinque fasi: 1) riduzione dei capelli lungo l'attac­catura frontale e lungo le regioni temporo-parietali; 2) comparsa della "chierica"; 3) le due aree colpite si riuniscono; 4) la fronte diventa "alta"; 5) la calvizie diviene completa.
Nella donna, diversamente che nell'uomo, si hanno tre forme diverse di perdita dei capelli (alopecia androgenetica): una di tipo maschile, molto rara, una di tipo femminile, la più frequente, con una riduzione dei capelli a corona, e una del tipo postmenopausale. Molto probabilmente i responsa­bili della caduta o diradamento dei capelli sono mec­canismi ormonali ancora non ben identificati. Terapia: Si basa attualmente sull'uso di preparati ormonali e, quando sia impossibile il trattamento medico, l'unica possibilità è offerta dalla correzione chirurgica mediante autotrapianto: in questo caso si prelevano con apposito bisturi dei piccoli lembi di cuoio capelluto da zone ricche di capelli (occipitale, sopra e dietro le orecchie) e si trapiantano nelle aree calve. Inizialmente si ha una caduta dei capelli così trapiantati che, però, dopo circa tre mesi dal tra­pianto, riprendono a crescere in maniera del tutto normale.

Alopecia (perdita di capelli) da farmaci - Molti farmaci possono provocare caduta di capelli: i più noti sono gli antimitotici, alcuni anticoagulanti, ta­luni psicofarmaci. Uguali conseguenze si hanno anche nel caso di talune intossicazioni (bismuto, tetraborato di sodio contenuto nei talchi).

Alopecia areata - Inizia con aree tondeggianti, del diametro di qualche centimetro, che tendono a dif­fondersi verso la periferia. Tuttavia, di solito, dopo qualche mese o qualche anno si ha la ripresa sponta­nea della crescita dei capelli. Il trattamento medico è vario e complesso, comprendendo psicoterapia, cor­tisonici fluorurati per applicazione locale, cortisonici somministrati per infiltrazione, fotochemioterapia (PUVA), dinitroclorobenzene.

Follicolite decalvante - Colpisce più spesso gli uomini delle donne e non se ne conosce la causa responsabile anche se si sospetta che l'agente re­sponsabile possa essere lo stafilococco aureo. La malattia è caratterizzata dalla presenza di piccole pu­stole che interessano i follicoli dei capelli, della bar­ba, dei peli delle ascelle ecc. Il decorso è lentamente progressivo e può causare la comparsa di aree di alopecia cicatriziale. La terapia si basa sulla sommi­nistrazione associata di tetracicline e antibiotici.

Psoriasi - Malattia della cute che colpisce il cuoio capelluto, ma può interessare l'intera superficie cor­porea; lesioni caratteristiche si hanno anche ai gomi­ti, alle ginocchia e alla regione lombo-sacrale. Insorge solitamente nell'adolescenza o nell'età adulta. La malattia si manifesta con delle piccole chiazze rossa­stre. Esistono molte forme di terapia che eliminano la sintomatologia, ma non in maniera definitiva; in­fatti, la psoriasi può ripetersi all'improvviso dopo un periodo più o meno lungo senza che, apparentemen­te, sussista una causa precisa. Fra i metodi di cura più frequentemente usati sono da ricordare l'elioterapia, l'acido salicilico e lo zolfo, il catrame minerale e l'olio di cade, pomate e lozioni di cortisonici, il metotrexate, l'acido retinoico, la fo­tochemioterapia.

Pseudotinea amiantacea - Rappresenta una parti­colare forma di reazione del cuoio capelluto a traumi o infezioni di vario tipo. Nei soggetti colpiti sono rilevabili chiazze rossastre aderenti al cuoio capellu­to e ai capelli.
La terapia si basa sull'uso di tetracicline o di cortiso­nici somministrati localmente.

Tigna favosa - Piuttosto rara in Europa, colpisce più spesso i bambini, ma può osservarsi anche negli adulti. Si hanno piccole chiazze rossastro-squamose, con un decorso lentamente progressivo.

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