Quando l'alcol non è nemico

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Il consumo dì alcol viene giustamente combattuto per i rischi che comporta, tuttavia questa sostanza può anche essere utile. Vì ricordate il vecchio detto: «Bacco, tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere»? Ebbene, per l'alcol (oltreché, naturalmente, per Venere) esistono alcune importanti eccezioni messe in luce da ricerche condotte in questi ultimi anni. Naturalmente, in questo caso, è sempre molto importante stabilire sia la reattività individuale sia la quantità di liquido alcolico bevuto. Un paziente diabetico, per esempio, a parità dì alcol consumato è molto meno capace di tollerarlo in confronto a un soggetto del tutto normale. Questo è importante, soprattutto per chi guida un autoveicolo: ricerche condotte negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Germania hanno infatti potuto dimostrare che una quantità di alcol del tutto normale ha nel sofferente di diabete lo stesso efletto che avrebbe in un soggetto sano un quantitativo tre volte superiore. Ciò è legato alle alterazioni metaboliche presenti nei soggetti diabetici e alla loro carenza di particolari sistemi enzimatici cellulari.

L'alcol contro alcuni disturbi - Comunque, oggi, sappiamo che l'alcol (particolarmente consumato sotto forma di vino) ha anche un effetto favorevole sotto molteplici aspetti. Infatti, il consumo abituale di una quantità ridotta di alcol sembra aumentare una frazione estremamente importante delle lipoproteine, le cosiddette lipoproteine ad alta densità (HDL) che per la loro azione benefica si differenziano dalle lipoproteine a bassa densità (LDL) e a bassissima densità (VLDL). Le HDL sono state definite le "spazzine delle arterie" per la loro straordinaria capacità di eliminare il colesterolo e avere quindi un marcato effetto antiarteriosclerotico. L'azione positiva dell'alcol è anche legata alle differenti caratteristiche ambientali: bisogna infatti sempre ricordare che questa sostanza svolge una marcata azione vasodilatatrice a livello dei vasi sanguigni che, per azione dell'alcol, si allargano e lasciano quindi fluire una maggiore quantità di sangue. Questo efletto può rivestire una notevole importanza soprattutto in chi è impegnato in lavori, o comunque sforzi di qualsiasi tipo, a condizioni di bassa temperatura. L'azione vasodilatatoria e altamente calorica dell'alcol permette di affrontare il freddo nelle migliori condizioni poiché assicura il normale flusso di sangue controbilanciando l'azione vasocostrittrice, cioè di restringimento dei vasi sanguigni, operata dal freddo.
In questo modo si possono prevenire sia disturbi circolatori agli arti (braccia e gambe) sia alterazioni circolatorie di tipo interno. Anche se può sembrare paradossale, l'alcol preso in piccole dosi ha la capacità di attivare notevolmente l'attenzione di un individuo. Esperimenti svolti in laboratori di psicologia negli Stati Uniti hanno dimostrato che l'assunzione di alcol provoca diverse modificazioni nel livello attentivo di un individuo: dapprima si ha un aumento dell'attenzione e della concentrazione individuali. In individui che hanno bevuto uno-due bicchieri di vino di un tenore alcolico medio, si può osservare un netto miglioramento nella loro capacità di eseguire test di attenzione e di intelligenza. Se però l'individuo sotto osservazione continua ad assumere alcol si può vedere che, successivamente, le sue capacità diminuiscono rapidamente per giungere poi all'assoluta incapacità di discriminare e risolvere prove anche semplicissime quando la quantità di alcol bevuto sia eccessivo. L'uso sempre moderato di alcol svolge anche un'azione blandamente digestiva e può quindi essere utilizzato per facilitare qualche digestione particolarmente difficile.
Un altro effetto positivo dell'alcol da non sottovalutare è quello legato alla sua indubbia capacità di accentuare, sempre in determinati limiti e in quantitativi moderati, l'attività immunitaria-difensiva del nostro organismo. Questa constatazione convalida talune antichissime osservazioni secondo cui alcune forme virali (raffreddore, influenza) sono più falcilmente combattute se l'usuale terapia viene "rinforzata" da qualche buon bicchiere di vino. Anche l'apparato respiratorio risente dell'influenza dell'alcol che, a dosi moderate, provoca il rallentamento degli atti respiratori che divengono anche più profondi. In conseguenza della sua azione vasodilatatrice si ha anche un notevole effetto diuretico: questo risulta direttamente correlato alla concentrazione di alcol nel sangue, al volume di liquido assunto, alla presenza di varie altre sostanze generalmente presenti nelle bevande alcoliche. Le secrezioni di vari organi interni (pancreas, vescichetta biliare, stomaco, intestino) appaiono accentuate, dall'uso di moderate dosi alcoliche, con indubbio beneficio per le capacità digestive dei singoli individui.

L'alcol ci rende più sicuri - Un altro notevole effetto dell'alcol è legato alla sua capacità di agire come un tranquillante.
Attraverso un'azione coordinata che si svolge molto probabilmente attraverso la mediazione del sistema nervoso vegetativo e varie forme di condizionamento, l'alcol può servire come "sblocco" in soggetti che presentino delle forti inibizioni di tipo psicologico. In questi casi, e sempre in quantitativi rigorosamente limitati, si può osservare un notevole miglioramento comportamentale di tali individui che riescono a superare le inibizioni iniziali e a stabilire un normale rapporto con il prossimo. Non diversamente dai tranquillanti, l'alcol infatti può "bloccare" determinate forme inibitorie che sono provocate da un comportamento condizionato appreso nel corso dell'esistenza.

La giusta dose - Ma qual è il dosaggio migliore per conseguire gli effetti soltanto positivi dall'alcol? Ovviamente, la risposta è piuttosto diffìcile giacché in questo campo, come abbiamo detto in precedenza, la variabilità individuale è altissima. Tuttavia, le osservazioni svolte ,da diversi ricercatori dimostrano che una dose "ragionevole" per una persona si aggira sui 60 millilitri al giorno, corrispondenti a 3 bicchieri di vino a 10°. Questo quantitativo di alcol sviluppa circa 380 calorie per chilogrammo e se ne deve tener conto quando si calcola la razione calorica quotidiana: l'alcol infatti, onde evitare gravi squilibri nutritivi, deve essere un complemento degli altri principi nutritivi e non sostituirsi ad essi.




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