Le infezioni delle vie respiratorie

raffreddore

Sono malattie molto frequenti che si manifestano prevalentemente in inverno.

Raffreddore - Il raffreddore o corizza è l'infiammazione catarrale del rivestimento mucoso delle fosse nasali.
È spesso epidemico e accompagnato da sintomi generali che ne rendono sovente difficile la differenziazione dalle forme leggere di influenza. Il processo si instaura quando le normali difese della mucosa nasale vengono compromesse da varie condizioni esterne, quali soprattutto il raffreddamento, le variazioni di umidità, la inalazione di polveri o vapori irritanti, e si creano condizioni predisponenti all'insediamento del virus responsabile della malattia. I tipi di virus che possono provocare questa alterazione sono numerosissimi (ne sono stati identificati un centinaio) e questo spiega come la malattia venga facilmente ripetuta senza dare immunità, come succede per altre malattie virali.
La sintomatologia del raffreddore è ben nota a tutti: dopo un periodo di incubazione di 18-48 ore, inizia con senso di bruciore alla gola seguito da starnutazione, profusa secrezione nasale e malessere di entità variabile.
In genere la malattia è afebbrile negli adulti mentre nei bambini è comune una iperpiressia che può giungere ai 39° C.
Il processo può rimanere localizzato al naso o coinvolgere i seni paranasali producendo una sinusite o le prime vie aeree con faringite e laringite. Facilmente coesiste una tosse secca, stizzosa. I sintomi in genere scompaiono in
capo a 4-10 giorni. La terapia è del tutto aspecifica. Il riposo a letto è indicato nei bambini, negli adulti quando vi sia febbre, e negli anziani. La somministrazione di Aspirina o di altri analgesici antipiretici può dare un certo sollievo sintomatico. Gli antibiotici non hanno alcun effetto sul comune raffreddore e non sono indicati, a meno che non si siano instaurate complicanze batteriche a carico dell'apparato respiratorio. La profilassi con un vaccino specifico è impossibile per l'elevato numero di organismi in causa. Non è stata dimostrata alcuna efficacia preventiva della vitamina C che tuttavia può migliorare la sintomatologia soggettiva se assunta in dosi molto alte (8 g al giorno) fin dai primissimi sintomi del raffreddore.

Rinite allergica (raffreddore da fieno) - Il raffreddore da fieno è una malattia allergica, tipicamente stagionale, provocata dalla inalazione di pollini. La forma primaverile è in genere dovuta a polline di alberi, quella estiva di erbe. I sintomi consistono in prurito localizzato al naso, alla gola, agli occhi che inizia gradualmente o in modo brusco dopo l'inizio della stagione dei pollini, seguito da starnutazione, lacrimazione, abbondante secrezione acquosa dal naso. Le congiuntive appaiono arrossate e la mucosa nasale è gonfia. In alcuni casi il raffreddore da fieno può essere associato ad asma bronchiale. La terapia specifica è quella iposensibilizzante con vaccino, possibile solo quando l'agente allergizzante venga identificato.
La terapia aspecifica si avvale dell'uso di antistaminici, del disodiocromoglicato e dei corticosteroidi per via generale e locale.
Nelle pollinosi il disodiocromoglicato per via nasale è spesso sufficiente ad attenuare notevolmente i sintomi, anche se l'effetto sulla lacrimazione e la congiuntivite è modesto o nullo. Il disodiocromoglicato è praticamente privo di effetti collaterali al di fuori di una possibile azione irritante sulla mucosa nasale. Gli antistaminici sono i preparati di più larga applicazione. È comunque sempre da tenere ben presente che gli antistaminici non sono farmaci specifici per la terapia delle forme allergiche, ma servono unicamente a eliminare i sintomi più noiosi. Per una terapia causale è invece indispensabile riuscire a determinare con precisione l'agente responsabile della reazione allergica. I corticosteroidi (derivati del cortisone) esplicano un notevole effetto nelle riniti allergiche anche a basso dosaggio. Tuttavia questi farmaci devono essere usati solo se gli altri sintomatici hanno fallito o se alla rinite e associata asma non controllabile con altri preparati, e comunque sempre su prescrizione medica. Buoni risultati si ottengono con la somministrazione di un'associazione di un antistaminico con un corticosteroide a bassissimo dosaggio, praticamente privo di effetti collaterali. Sono in genere sufficienti 2 compresse al giorno.
Sono in commercio dei preparati cortisonici da insufflare nel naso come spray: due o tre erogazioni al giorno migliorano nettamente la rinite allergica.

Sinusite - I seni paranasali, in numero di 4 per lato, sono delle estroflessioni delle cavità nasali contenute nelle ossa della faccia e sono in diretta comunicazione con la cavità nasale stessa.
Si comprende quindi come facilmente i processi infiammatori nasali si propaghino ai seni paranasali determinando una sinusite.
I sintomi della sinusite sono rappresentati principalmente da dolore a livello del seno interessato. La sinusite frontale, la forma più frequente, si manifesta con dolore alla radice del naso e all'angolo interno dell'orbita e senso di peso alla fronte. La terapia è basata innanzitutto sul drenaggio delle secrezioni mucopurulente che occupano il seno. Questo potrà essere ottenuto efficacemente con inalazioni di vapore. Se coesiste febbre sarà necessaria la somministrazione di antibiotici. La sinusite non deve mai essere trascurata in quanto il processo infettivo può propagarsi alle altre strutture craniche.

Faringite - È quella che viene indicata comunemente come "mal di gola", perché il suo sintomo principale è appunto costituito da bruciore intenso alla gola, difficoltà alla deglutizione, anche di semplici liquidi, febbre, indebolimento piuttosto accentuato. Si possono distinguere diversi tipi di faringite.
1) Faringite streptococcica: è legata a una infezione alimentare (particolarmente latte) provocata da un batterio, lo streptococco. Generalmente colpisce un certo numero di individui appartenenti a una stessa comunità (famiglia, scuola, caserma eec.). La durata della malattia è, generalmente, di pochi giorni, possono però talvolta verificarsi complicazioni che si manifestano con dolore alle orecchie, e con sintomi che ricordano un po' i dolori reumatici. Di solito, l'insorgenza è improvvisa, con febbre relativamente alta, forte mal di gola, difficoltà a inghiottire cibi e liquidi, abbattimento generale. Bisogna sempre tenere presente che, soprattutto nei bambini, una faringite può anche essere il primo sintomo di una malattia infettiva, per esempio morbillo, scarlattina, influenza. La cura si basa sull'uso di collutori per gargarismi, eventualmente analgesici per ridurre i dolori, riposo a letto. Soltanto il medico giudicherà se è necessario procedere alla somministrazione di antibiotici.
2)    Faringite aftosa: è caratterizzata dalla comparsa nella gola di macchie biancastre che, con l'evolversi della malattia, si trasformano in vescicole, associate a violento dolore. Le condizioni della gola sono tali che l'alimentazione e anche il consumo dei liquidi diventa assai difficile. Compaiono febbre, mancanza di appetito (anoressia), vomito, mal di testa, marcato indebolimento dell'organismo.
La durata della malattia è di circa 1-2 settimane, esiste però il rischio di ricadute. La cura utilizza collutori per gargarismi, pennellature per ridurre le vescicole, eventualmente antibiotici (sempre sotto controllo medico).
3)    Faringite erpetica: la causa responsabile della comparsa di questa forma è lo stesso virus che provoca l'herpes. La malattia inizia con febbre, convulsioni, dolore assai marcato alla gola, qualche volta si osservano persino manifestazioni di tipo delirante. La durata si aggira sui 5-7 giorni: durante questo periodo la faringe appare ricoperta di vescicole. Anche in questo caso sono utili collutori, pennellature, eventualmente antibiotici.
Tonsillite (angina tonsillare) - È provocata generalmente da virus e batteri. L'insorgenza è quasi sempre improvvisa, con mal di gola, sensazione di secchezza alla gola, febbre, che può diventare in taluni casi anche molto elevata. L'alito diventa fetido e la lingua sporca. Può anche verificarsi un ingrossamento delle ghiandole linfatiche, poste sotto l'angolo della mandibola, che diventano dolenti al tatto. In rapporto alle condizioni della mucosa e delle tonsille si possono distinguere vari tipi di angina tonsillare: eritematosa, con arrossamento marcato e diffuso della mucosa e delle tonsille; pseudomembranosa, in cui le tonsille appaiono ricoperte da una sostanza biancastra, che si stacca facilmente, ulceromembranosa, con piccole ulcerazioni a loro volta ricoperte da una sostanza biancastra.
La tonsillite abbisogna di cure particolari perché può provocare complicazioni anche gravi, rappresentate soprattutto dalla malattia reumatica (che può provocare gravi lesioni a livello delle valvole cardiache) e dalla glomerulonefrite acuta emorragica, una malattia renale grave.
La cura dell'angina tonsillare prevede l'utilizzazione di vari farmaci: collutori antisettici, per disinfettare la gola e ridurre il dolore, antipiretici, per diminuire la febbre, antibiotici (quando viene accertata la presenza dello streptococco betaemolitico)

Laringite - È l'infiammazione della laringe, quella porzione della gola situata nella parte superiore e mediana del collo, in cui si hanno contemporaneamente il passaggio dell'aria e la funzione fonatoria (formazione dei suoni). La malattia si manifesta con abbassamento o scomparsa della voce (afonia), febbre, non molto elevata, dolore alla gola. La cura prevede l'uso di antipiretici e antistaminici (per la febbre e i fenomeni generali), saranno anche molto utili il riposo a letto, abbondanti bibite calde, balsamici da usare per inalazione, instillazioni nasali,: sciroppi per la tosse. La durata della malattia è di 8-10 giorni.
Tracheite - È un'infiammazione che colpisce la trachea, un condotto interposto fra la faringe e i due bronchi principali. I sintomi prevalenti sono tosse secca e stizzosa, dolore retrosternale, cioè dietro l'osso posto al centro del torace, frequente infiammazione dei bronchi. Le complicazioni più frequenti sono le tracheobronchiti e le infiammazioni ai bronchioli. La cura utilizza mucolitici, balsamici, antibiotici somministrati per aerosol.




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