I frutti esotici

kiwi banana
Questo genere di frutta dai nomi e dai sapori inusuali è ormai da tempo largamente apprezzato per i suoi pregi e per le sue notevoli proprietà alimentari. I frutti tropicali hanno fatto ormai da tempo la loro com­parsa su tutti i nostri mercati. Oggi infatti è possibile reperire questi prodotti, una volta considerati di lus­so, in tutti i negozi di frutta e sui banchi dei su­permercati. Oltre che per il suo caratteristico sapore, è da apprezzare in particolare per le sostanze nutriti­ve e vitaminiche; basti solo pensare che un solo kiwi contiene
un quantitativo in vitamina C pari a circa 10 limoni.

Ananas - È il frutto dell'Ananas sativus, originario del­l'America Centrale ed oggi coltivato in tutte le regioni tropicali. Gli indigeni brasiliani che scoprirono tale frut­to intorno al 1500, lo chiamarono "nana" che signifi­ca, a ragione, frutto eccellente. La scorza coriacea e il caratteristico ciuffo di foglie al­l'apice, richiamano la vegetazione tropicale e tutto ciò che questa rappresenta, ed è forse questo uno dei mo­tivi che hanno portato alla diffusione sul mercato europeo dell'ananas. I frutti che noi consumiamo pro­vengono essenzialmente dal Kenia e dalla Costa d'A­vorio; l'ananas del Kenia è più pregiato per sapore e profumo e differisce dall'altro per le foglie più abbon­danti e lunghe, l'altezza maggiore ed il cuore tenero e sottile. La parte edibile, che rappresenta circa il 57%, è costituita dalla polpa giallognola, succosa, un po' acidula e profumata per la presenza di eteri e alcol meti­lico. Ricco di zuccheri (13,5%), vitamine A e C e sali minerali come il potassio, l'ananas è altamente digeri­bile, se consumato a piena maturazione; contiene inol­tre un enzima, dall'azione simile a quella della pepsi­na, che accelera la digestione proteica. Ha proprietà disintossicanti e diuretiche.
L’ananas può essere utilizzato in cucina come frutto, dessert, oppure accostato a piatti salati: l'ananas pro­fumato al kirsch fa da contorno al fegato alla griglia; fritto, accompagna carni di pollo o maiale; inoltre le­ga col pesce, specie con la sogliola al burro. Dell'ana­nas si utilizza anche il succo, efficace per ottenere una bella carnagione.

Avocado - È prodotto dalla Persea gratissima, pianta ori­ginaria dell'America Centrale e conosciuta già dalle po­polazioni Maya e Azteche. Oggi è coltivata in tutte le regioni tropicali e da non molto il frutto è stato intro­dotto nei nostri mercati, grazie anche alle coltivazioni israeliane, più vicine al continente europeo. L’avoca­do ha aspetto piriforme e pesa da 300 a 500 grammi; la buccia rugosa è di color verde intenso, la polpa è butirrosa e contiene un unico nocciolo molto grosso. Questo frutto ha una composizione particolare in quan­to, pur essendo un frutto a polpa, è molto ricco in lipi­di (10-30%), costituiti per lo più da acidi grassi insa­turi; inoltre sono presenti molte vitamine diverse, tra cui la E, tipica dei frutti oleosi. L' apporto energetico è di conseguenza elevato: 100 grammi di polpa svilup­pano 250 Kcal. È bene acquistare i frutti già maturi, dalla polpa morbida, che cede con una certa facilità alla pressione delle dita. Se il frutto non è ancora ma­turo, è bene avvolgerlo in un foglio di giornale e conservarlo per qualche tempo vicino ad una fonte di ca­lore. L’avocado può essere utilizzato sia come dessert sia come antipasto, condito con salse particolari o far­cito con polpa di granchi e di altri crostacei, come gam­beretti e scampi. La polpa morbida può essere ridotta in crema ed usata per guarnire le scaloppine di vitello. Come dessert è gustoso al naturale, a pezzetti, insapo­rito con un liquore leggero come il Porto o lo Sherry, oppure farcito con crema di nocciola.

Banana - È il frutto del banano, frutto esotico coltivato nelle regio­ni tropicali e appartenente alla famiglia delle Musacee. Le banane sono bacche oblunghe, che formano tipici grappoli detti caschi; ogni casco ne può portare 250. Il trasporto avviene in gabbie contenenti caschi interi o frutti singoli, ancora acerbi, in mezzi refrigerati; in genere si utilizzano le cosiddette bananiere, piroscafi mercantili debitamente attrezzati. Il frutto, che viene poi commercializzato a diversi stadi di maturazione, dovrebbe essere consumato quando la buccia è tigrata e la polpa è ancora bianco-avorio, prima di imbrunire in corrispondenza delle chiazze della buccia con la sovramaturazione. A questo stadio la banana è un otti­mo alimento, il più nutriente fra i frutti freschi. È in­fatti uno dei frutti meno acquosi e più ricchi in glucidi (20%), di cui circa la metà è rappresentata da sac­carosio; fra i sali importante è il contenuto di potassio, stimolante del tono muscolare e riequilibratore del con­tenuto salino. Il frutto, all'interno, può presentare dei solchi scuri: sono assolutamente commestibili, trattan­dosi dei suoi piccolissimi semi. Se si acquista una grossa quantità di banane, si può conservare la polpa conge­lata suddivisa in bacinelle di piccole dimensioni, spruz­zata di succo di limone, nel reparto più freddo del fri­gorifero per almeno due settimane, utilizzandola poi per preparare dessert o per farcire dolci. Le banane sono inoltre utilizzate come contorno, impanate e fritte nel­l'olio, o come ripieno unite a cipolla e mollica di pane, per rinforzare alcuni piatti di carne.

Cocco - La pianta che produce il cocco è la palma Cocos nucifera, originaria delle Indie e oggi diffusa su tut­te le coste tropicali, dove viene sfruttata per le sue mol­teplici risorse; se ne utilizza infatti il legno, le foglie (stuoie), il frutto, da cui si ricava tra l'altro l'olio di cocco, usato per preparare burri vegetali o, come tale, nell'in­dustria dolciaria.
Il cocco è una grossa drupa ovoidale protetta da un in­volucro legnoso; all'interno il seme è costituito da una polpa commestibile, bianca e fibrosa, impregnata di olio, che abbonda, rispetto agli altri oli vegetali, di acidi grassi saturi tra cui il laurico e il miristico. Nella parte più interna si raccoglie un liquido dolce e lattiginoso assai pregiato, che prende il nome di latte di cocco; di­luito con acqua rappresenta una bevanda delicata si­mile a quella ricavata dalle mandorle. Il cocco, una volta liberato dall'involucro, può essere consumato fresco ri­dotto in spicchi; nell'industria dolciaria è usato per pre­parare gelati, farcitura per cioccolati e dolci vari.

Fico d'India - È il frutto del Cactus opuntiae, pianta gras­sa originaria del Messico, diffusa lungo le riviere me­diterranee anche come pianta ornamentale. La scorza cuoiosa di colore rosso-arancio, cosparsa di pu­stole spinose, protegge una polpa rossa e succosa, che rappresenta il 64% del frutto e contiene il 13% di zuc­cheri, di cui i più importanti sono glucosio e fruttosio. Il sapore piuttosto asprigno e dolce al tempo stesso, non risulta gradevole a tutti i palati; è consigliabile quindi consumarlo al naturale, eventualmente cosparso di zuc­chero.

Kiwi - È il frutto dell’Actinidia chinensis, pianta origi­naria della Cina, ma diffusasi e coltivata anche in Eu­ropa per opera dei Neozelandesi che, dopo lunghi espe­rimenti, riuscirono a modificare le caratteristiche del frutto originario, simile all'uva spina, ottenendone uno di qualità superiore, più grosso, più profumato, meno deperibile. Furono gli stessi Neozelandesi appunto ad attribuirgli questo nome, in quanto il kiwi è un uccel­lo corridore, simbolo della Nuova Zelanda, diventato anche scherzoso appellativo dei suoi abitanti. Il kiwi ha buccia marrone-dorata, ricoperta da una sottile pe­luria; la polpa, di un verde brillante e traslucido, è fre­sca e succosa, dolce e acidula al tempo stesso. Ha un elevato contenuto di vitamina C (105 mg/100 g) e gli zuccheri rappresentano il 10%. Elevato è il quantitati­vo di potassio, che raggiunge i 340 mg su 100 g di polpa. I kiwi maturi sono morbidi al tatto; se si acquistano ancora acerbi è bene conservarli per qualche tempo a temperatura ambiente, in un sacchetto di plastica in­sieme ad una banana o ad una mela. Il frutto maturo va conservato in frigorifero. Il kiwi può essere consumato come frutto, oppure accostato a risotti, insalate o carni, o utilizzato per preparare torte, spume, cre­me, cocktails, macedonie, gelati.

Mango - È il frutto della Mangifera indica, originaria della regione indomalese e diffusasi poi in Africa, in Israele e in Brasile. Ha forma tondeggiante, leggermen­te allungata ai poli e pesa mediamente 500 grammi; ha buccia verde, spesso sfumata di giallo o di rosso; la polpa, succosa e morbida, è ricca di sostanze nutri­tive e contiene quantità rilevanti di vitamina A e D, oltre a sali minerali come il ferro. Ottimo al naturale per il suo gusto dolce, il mango va servito tagliato in due parti longitudinalmente per estrarre il nocciolo centrale. È consigliabile acquistare il frutto a media maturazione e conservarlo in casa per qualche giorno a temperatura ambiente, finché la pol­pa non sia sufficientemente morbida, quasi molle. Si serve nella macedonia, col gelato o con la crema di latte, oppure caldo come ripieno per omelettes dolci.

Papaia - La pianta, Carica papaya, originaria del Mes­sico, è largamente coltivata nelle regioni tropicali del­l'Africa e dell'Asia. Matura frutti a bacca simili a gros­se pere, con un peso oscillante tra i 500 e i 1500 gram­mi. La buccia verde, brillante e liscia, solcata da sotti­li striature, ricopre una polpa color giallo butirraceo, dal sapore dolce e dall'aroma caratteristico, cosparsa di piccoli semi non commestibili. Tra i principi alimen­tari della papaia figurano, come nel caso di molti altri frutti esotici, zucchero e vitamine in abbondanza; svi­luppa 40 calorie per 100 grammi di polpa. Contiene inoltre la papaina, un enzima ad azione proteolitica che viene estratto dal lattice biancastro che sgorga dal fusto inciso della pianta. La papaia viene consumata al naturale, irrorata di liquore, spolverata di zucchero, spruzzata col limone, unita a macedonie esotiche. Un piatto messicano ne prevede la frittura a pezzetti nel burro con spezie e vino bianco aromatico.

Passiflora - È una pianta rampicante, il cui nome è dovuto all'aspetto caratteristico dei suoi fiori, che ri­cordano gli strumenti della passione di Cristo (corona di spine, chiodi e martelli).
Le specie coltivate per i frutti eduli, come la Passiflora edulis certamente la migliore, e la Passiflora incarnata, sono originarie del Perù e del Brasile.
Il frutto ovoidale, giallo e grosso come un uovo, ha polpa un po' vischiosa ed è ricco di vitamina C. La pianta ha proprietà analgesiche, antispasmodiche e sedative.

Litchi - Originario della Cina, il litchi o "ciliegio ci­nese", è coltivato anche in Sud Africa e in Florida. Il frutto è una piccola drupa tondo-ovoidale di colore gial­lo o rosso a seconda della varietà; la polpa è dolce e succosa. La sua diffusione è in parte limitata dall'imbrunimento precoce del frutto maturo. Il litchi può es­sere consumato sia fresco che essiccato oppure conser­vato in scatola sotto sciroppo.




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